CIOCIARIA

IMPRENDITORIA CIOCIARA E ETICA DEL LAVORO

Qui, in Ciociaria, fino ai nostri giorni, sono nati poeti, filosofi, imperatori, pittori, scultori, compositori, matematici, missionari, esploratori, astronomi, santi, papi e cardinali, martiri per la patria e martiri per le proprie idee, attori e registi, briganti, professori universitari, critici d’arte e letterari, scrittori, giornalisti, uomini d’arme, le balie per antonomasia, le modelle e i modelli degli artisti in Italia e in Europa. E poi archeologi insigni, giudici, uomini politici. Non è da credere però che la Ciociaria abbia avuto da dare solo nel suo lungo passato. Infatti anche oggi questa Terra possiede le medesime capacità in tutti i comparti dell’attività umana.

Qui voglio attirare l’attenzione brevemente sulle realtà produttive, che esistono e operano in questa Terra. C’è malauguratamente da costatare che oggi la situazione rispetto a pochi anni addietro è notevolmente mutata e in peggio. Alcune grosse aziende hanno chiuso, numerose altre stanno avendo problemi. Trattandosi in gran parte di società di capitale, è ben certo che si saranno delocalizzate altrove nel pianeta -ormai è diventata una pur se tragica moda- alla ricerca di profitti più elevati, a scapito di chi resta, a spese di chi trovano. Tra quelle presenti ed attive da molti anni mi piace pensare a quell’imprenditore che ha saputo dare anche lui un contributo di grande rilevanza al progresso e alla civiltà in Ciociaria: alludo cioè a quel ciociaro che già qualche decennio addietro con grande audacia e fiducia realizzò un’opera che letteralmente proiettò d’un balzo la Ciociaria nel futuro facendo innalzare al cielo quel grattacielo Edera a Frosinone che rappresentò all’epoca l’iniziativa imprenditoriale privata certamente più all’avanguardia nell’edilizia di tutta l’Italia Centro-Meridionale. E che dire di quell’altro ciociaro, di Arce, che è riuscito a creare dal nulla in pochi decenni una impresa di autotrasporti statisticamente la più importante e più ricca di veicoli non solo dell’Italia ma di tutta l’Europa! E per continuare, pochi sanno che la quasi totalità di quei palloncini multicolori che vediamo nelle mani dei bambini o librarsi nell’aria in occasione di manifestazioni e celebrazioni non solo in Italia ma in tutta l’Europa e anche al di là, all’Est come all’Ovest, vengono prodotti in quantità incredibili in un paesino della Ciociaria e altresì pochi sanno che tutti i componenti plastici della maggior parte dei motorini e ciclomotori che circolano sulle strade delle città italiane e nel mondo sono prodotti da intraprendenti ciociari di un paesino presso Frosinone. Come pure pochi sanno che in Ciociaria vengono prodotti quei carrelli portavivande per aerei di cui sono dotate quasi tutte le compagnie del mondo e che altresì sempre in Ciociaria viene prodotto una marca di detersivo che entra nelle case di tutta l’Europa. Si ignora che il tonnellaggio di merci autotrasportate dalle sole aziende di trasporto ciociare è ai primi posti in Europa! A Frosinone opera la Klopman, uno dei più grandi gruppi mondiali nella produzione di tessuti, una delle prime industrie ad insediarsi in Ciociaria e che veramente ha fatto la storia industriale di questa sub-regione. Si ignora che a Sora lavora e ricerca da anni e anni una azienda che realizza su ordinazione, letteralmente per tutto il mondo, macchine cartotecniche le più sofisticate e le più tecnologicamente all’avanguardia grazie alle loro prestazioni eccezionali. Tra queste aziende ciociare sempre attive, di chiaro respiro nazionale, va annoverata la antica cartiera Francescantonio Cerrone già Pelagalli di Aquino che per molti anni, a partire dalle sue origini, verso la fine del 1800, produsse la famosa “carta paglia” che i nostri genitori ben ricordano e che naturalmente da anni ha diversificato la sua produzione adeguandosi alle richieste di tutto il Paese. E l’apparato pubblico come si comporta in merito? Totale abbandono: isole di efficienza e di intraprendenza in un deserto di lassismo e di arrembaggismo di politicanti squalificati che hanno tenuto le leve del potere: sono vivi solo quando si fanno i funerali dei guasti ambientali o delle ditte che chiudono. Altresì la pubblica amministrazione non è stata in grado di evitare quella micidiale avulsione dal territorio dal punto di vista di un coinvolgimento e di una partecipazione degli imprenditori alla promozione culturale, sociale e artistica sicuramente possibili e realistici a vantaggio della collettività non solo per le attività menzionate ma pure per altre fondamentali realtà industriali di afflato e di impegno europei che operano da parecchi decenni in questa Terra quali la FIAT, le Industrie farmaceutiche di Anagni e Ferentino, il consorzio dei cavatori di Coreno, la Cartiera Burgo di Sora, la cartiera Reno de Medici a Cassino. Cioè quello ciociaro, a dispetto del periodo negativo che lo contraddistingue, è tra gli agglomerati industriali più avanzati del Centro Sud.

E per restare ancora in quest’ambito di operosità e di spirito imprenditoriale che ha da sempre caratterizzato la gente ciociara, è sicuramente fonte ulteriore di grande stimolo ricordare che è qui da noi che per la prima volta nella storia dell’uomo, quindici secoli fa, è stata proclamata la sacralità del lavoro, come attività scelta e consapevole che contraddistingue la esistenza dell’uomo, che non solo procura i mezzi della sussistenza fisica ma che altresì è atta ad educare ed elevare il nostro spirito e la nostra umanità. Era uno dei punti cardine della ‘Regola’ benedettina al quale non era pensabile venir meno, per nessuno. Il ruolo fondamentale non solo della preghiera ma anche, sullo stesso piano, del lavoro e dello studio, che nel 1800 un esegeta di grande abilità dialettica e linguistica sintetizzò nel celebre precetto: “ora et labora et lege”. E se si cerca di tenere a mente l’epoca in cui tale apologia del lavoro fu formulata da San Benedetto, allora se ne potrà comprendere anche la carica dirompente e perfino rivoluzionaria. Venivano, infatti, scardinati di un colpo secoli di schiavitù e di decadenza e veniva aperta una nuova strada. E’ stata la prima volta nella storia dell’umanità che il concetto di ‘lavoro’ e di ‘attività’ è stato compreso nelle sue implicazioni più profonde nonché realistiche. Il lavoro non fu più una maledizione né tanto meno un segno di servaggio bensì un obbligo e un dovere, etici e, eccezionale, per tutti, a tutti i livelli sociali.

E il Mondo Occidentale è debitore enormemente all’umile monaco di Montecassino. Infatti questo nuovo vangelo, a seguito della diffusione della Regola Benedettina letteralmente in tutta Europa sulle orme del Monachesimo, è potuto diventare gradualmente patrimonio culturale e intellettuale del Mondo Occidentale ed avviarne così lo sviluppo e il progresso. Sicuramente il destino della umanità sarebbe stato notevolmente diverso se essa non avesse tratto insegnamento e guida da questo precetto. Ed è stato bello apprendere che tale rivoluzionario ammaestramento venuto da questo monte della Ciociaria non è caduto nel vuoto qui da noi poiché i padri costituenti hanno recepito tale concetto del lavoro ponendolo perfino a caposaldo e a paradigma della nostra Carta Costituzionale ed altresì un papa ha proclamato S.Benedetto Patrono d’Europa proprio nel momento storico in cui venivano istituiti i primi organismi comunitari europei. Apoteosi del lavoro dunque che molti secoli più tardi a Giovanni Calvino apparirà come la “glorificazione di Dio in terra” e il “segno divino dello stato di grazia dell’uomo”. Cioè per i Calvinisti il lavoro diventa perfino “la verifica concreta della propria salvezza”, il mezzo per avvicinarsi a Dio ! Da tale santificazione del lavoro da parte delle sette protestanti, come si sa, soprattutto negli Stati Uniti, nascerà il capitalismo occidentale secondo le famose deduzioni di Max Weber agli inizi del 1900. Nel secolo XIX l’intelletto di Karl Marx dovrà riprendere ed elaborare in termini filosofici e scientifici focalizzando su questa attività basilare dell’uomo, ancora una volta, l’attenzione del mondo civile. Ma soprattutto ne evidenzierà l’alto significato quale elemento economico atto a costituire il cosiddetto plusvalore, vale a dire l’arricchimento capitalistico, vale a dire lo sfruttamento del lavoratore, se non protetto dalle associazioni sindacali e dallo Stato. Inoltre la fatalità, una fortunata concomitanza della Storia, ha voluto che, di nuovo, a Cassino, molti secoli dopo San Benedetto, avesse i natali anche il filosofo Antonio Labriola il quale, attraverso un processo ermeneutico di straordinaria sottigliezza e acume, pervenne a circoscrivere anche lui il ruolo esistenziale primordiale, di questa attività umana con parole altrettanto fondamentali: “dal lavoro, che è un conoscere operando, al conoscere come astratta teoria; e non da questa a quello”. Oppure: “dalla vita (=lavoro) al pensiero e non già dal pensiero alla vita: ecco il processo realistico”. “L’uomo fa se stesso, il suo mondo, la sua conoscenza, la sua felicità: tutto quello che egli è come uomo, è opera sua”.

E poi tanti emigranti, molti dei quali battevano le vie del mondo fino alle regioni più remote d’Europa, con l’organetto o con il piffero e la zampogna o col pappagallo e la ‘fortuna’: e non pochi hanno avuto grande successo, qualcuno addirittura mondiale. E i luoghi di partenza di questa umanità affamata e avventurosa, primi in Italia, già alla fine del 1700, erano in una zona remota e appartata della Ciociaria Storica, nella Valcomino.

Il libro “CIOCIARIA SCONOSCIUTA” fornisce ulteriori informazioni.

Michele Santulli

 

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