GRANDI CIOCIARI

LA CIOCIARELLA PIU FAMOSA DELLA FRANCIA

 

Abbiamo già presentato Maria, la misteriosa modella dell’Eva Incompiuta di Rodin, divenuta baronessa scozzese; Michele Gerardo Giuseppe Colucci noto a tutti i francesi col nome di Coluche, figlio di un casalvierese, e ne abbiamo illustrato quella che possiamo considerare la sua realizzazione che lo lascerà passare per sempre alla Storia e cioè ‘Les Restos du coeur’. Qui da noi -abituati a farci belli coi soldi degli altri, sempre pubblici- difficile a comprendere una tale gigantesca organizzazione diffusa in tutta la Francia che ha un budget di cento milioni di Euro, in gran part soldi privati da privati.

Ora vogliamo presentare, sempre con riferimento alla Francia, un altro personaggio ciociaro, modella d’artista, anche e pur esso patrimonio culturale e civile, normale e elementare, di ogni cittadino francese, in patria e nei territori d’oltremare. Coluche, grandissimo francese ciociaro, fa parte del cuore di ogni francese, la nostra ciociarella invece fa parte della Storia, come la Rivoluzione, come la Bastiglia, come la Marsigliese, come la Comune, ancora più consolidata. Stiamo parlando della ragazza che sulle monete francesi d’argento, sui francobolli per trenta-quaranta anni, e oggi sull’Euro, si vede col cappello frigio in capo e gli abiti svolazzanti al vento che sparge la semenza sul campo: la Semeuse, la chiamano i francesi, noi: la seminatrice! In realtà certamente più degli altri il simbolo più noto e accarezzato, perché letteralmente scivolato e passato per le mani di milioni e milioni di persone, curata, accumulata, invidiata, tesaurizzata, bramata….La Semeuse!

Verso la fine del 1800 uno scultore parigino Oscar Roty, molto accreditato per i meriti artistici e le sue qualità, aveva ricevuto dal Governo l’incarico di proporre un bozzetto per la nuova monetazione d’argento che si intendeva mettere in circolazione. Così un giorno per le strade di Montparnasse, all’epoca letteralmente rigurgitanti di modelle e modelli ciociari, notò questa ragazzina di nome Rosalina, che aveva all’incirca quattordici-quindici anni. Sebbene disponesse e collaborasse con decine di altre modelle e modelli per i suoi lavori, Roty si invaghì del sembiante e della figura di Rosalina paludata nel suo bel costume ciociaro e vide in lei la immagine che gli aleggiava in testa: la invitò dunque a posare nel suo studio sempre a Montparnasse, dopo aver patteggiato il prezzo per le sedute. E così avvenne. L’artista era molto conosciuto e apprezzato per le sue opere scultoree in special modo per le sue incisioni numismatiche e medaglistiche.

Un gallinarese a Parigi che negli anni ’50 del secolo scorso ebbe modo di frequentare Rosalina ormai vecchia e sola e sempre illetterata e analfabeta, raccolse qualche confidenza su questa esperienza con il celebrato scultore: in particolare l’episodio che per ottenere quell’effetto di svolazzamento degli abiti trasparenti che aderivano sul corpo della seminatrice, l’artista imponeva che la modella bagnasse gli abiti e lui con un rudimentale ventilatore ne provocava lo sventolio. Gli effetti desiderati furono ottenuti ma, racconta questo vecchio signore gallinarese, Rosalina corse il pericolo di perdere la vita in quanto si buscò una grave polmonite.

Anche il padre di Rosalina era modello: se avete occasione di soggiornare a Parigi, ebbene allorché il Boulevard Montparnasse incrocia il Boulevard Raspail, in uno dei quattro spigoli si vedrà che si leva, veramente suggestiva, un’oasi in quella baraonda di traffico, una scultura in bronzo addirittura di Rodin che raffigura Balzac e per la quale posò appunto il padre di Rosalina.

La vicenda di Rosalina modella della Semeuse sulle monete e sui francobolli dello Stato francese come si può facilmente immaginare non è che è stata diffusa e fatta conoscere come avrebbe meritato, anzi fino a poco tempo fa le fonti ufficiali informate continuavano a dubitare e/o perfino a scartare Rosalina quale modella della Semeuse e facevano perfino qualche altro nome. Si mostrava addirittura la sua vera fotografia ma con il nome di una modella differente.

In effetti un conto è il modello per un quadro o una scultura, e un conto il modello per una struttura e per una istituzione dello Stato! E così è stato, poca luce e molte ombre. Sensibile reticenza e evasività. Anche un pizzico di nazionalismo non guasta.

E anche il mio lavoro che si svolge da qualche anno volto all’approfondimento e alla scoperta nonché al consolidamento dei fatti storici concernenti la origine della Semeuse, oggi può assistere, coincidenza o conseguenza, alla presa ufficiale e solenne da parte del Museo Roty che finalmente -dopo oltre cento anni- riconosce e dichiara che la modella della Semeuse fu ‘une petite italienne’ Rosalina Pesce. E noi, aggiungiamo, di Gallinaro, località Frattone, in Valcomino, la Giverny dei modelli di artista.

Oggi il tema delle modelle e modelli ciociari è stato messo in luce e documentato grazie ad una pubblicazione specifica: ‘MODELLE E MODELLI CIOCIARI NELL’ARTE EUROPA’.

Michele Santulli

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