PARIGI E CIOCIARI

CIOCIARI FAMOSI NELLA PARIGI DI CEZANNE E DI PICASSO

Parigi a cavallo tra il 1870 fino ai primi fuochi della Seconda Guerra Mondiale, rappresenta una concomitanza unica nella storia della umanità: essa divenne infatti il centro planetario della cultura e dell’arte ma anche del bel e del buon vivere: immortale   ‘la vie de bohème’. E la pittura ne fu il vessillo. I titani e i giganti che hanno sconvolto e rivoluzionato la immagine artistica consolidata, una rivoluzione copernicana dell’arte, si chiamavano: gli impressionisti e i postimpressionisti prima di tutti, poi Manet, poi Degas, Cézanne, Van Gogh, poi Matisse, poi Picasso. Tutto quello che è venuto dopo e oggi, è nato da questi pionieri.

A quell’epoca a Parigi come scuola di arte pittorica e scultorea vi era solo la antica Scuola di Belle Arti (che poi si chiamò Accademia) in cui vigevano regole e principi ben consolidati: per esempio le donne non erano ammesse alla frequenza e figurarsi se potevano disegnare da modelli e modelle nudi, gli insegnanti potevano essere solo maschi, gli obiettivi didattici erano rigidamente quelli classici della tradizione. Era quindi la conservazione più pervicace che si traduceva anche, al momento delle selezioni alla partecipazione alle mostre d’arte ufficiali, nel disprezzo e disdegno più palesi e più spietati nei confronti dei giovani artisti portatori di idee e concetti nuovi.

Tutta questa umanità che si rovesciava a Parigi da ogni angolo della Terra, un cosmopolitismo mai documentabile né prima né dopo in tale quantità e qualità, una gran parte stimolata dalla atmosfera e da quanto si raccontava, si vedeva e si assaporava in giro, sentiva risvegliarsi, in molta parte di essa, sentimenti e stimoli nuovi, tra cui quello di avvicinarsi sempre di più a quel mondo inaudito dell’arte e quindi di apprendere a dipingere e non solo ad avidamente acquistarlo, per quelli che potevano!

E perciò si assiste alla nascita delle scuole private: ne sorsero a centinaia, continuamente, nello spazio di oltre mezzo secolo. Tra queste quelle consolidatesi funzionalmente già dal 1870, le più frequentate e le più apprezzate per la qualità dell’insegnamento furono l’Académie Julian e l’Académie Colarossi. Tra le centinaia di altre che sorsero successivamente e che rimase aperta per oltre venticinque anni fu la celebre Académie Vitti. Altra pure di successo ma che durò solo circa quattro anni fu l’Académie Carmen. Migliaia sono stati i neofiti di tutte le età e razze che sono passati in queste scuole per apprendere a dipingere e centinaia sono quelli che hanno approfondito e poi divenuti artisti di fama in tutto il mondo. L’elenco sarebbe lunghissimo. Per rendersi conto della situazione basti pensare che Amedeo Modigliani studiò presso l’Académie Colarossi e Paul Gauguin insegnò nel 1887 pur se per pochi mesi presso l’Académie Vitti, dove insegnarono anche due altri grandi artisti: Hermenegildo Anglada Camarasa e Kees van Dongen, poi l’Académie Carmen, in realtà di Carmela Caira, che fu anche splendida modella di Matisse, di Pascin, di E.Bernard, dove insegnò quell’altro gigante della storia dell’arte che fu Whistler. Già questi cognomi, Colarossi, Vitti, Caira sono un biglietto da visita: sono ciociari, rispettivamente di Picinisco, di Casalvieri e di Gallinaro.

L’Académie Colarossi fu fondata da Filippo Colarossi, nato a Picinisco in contrada Immoglie, dove ancora si leva la sua abitazione originaria -di cui andrebbe fatto un cimelio prima che venga abbattuta e cementificata- che emigrò a Parigi verso il 1855 col fratello maggiore Angelo, fece la trafila normale degli artisti di strada suonando e ballando al suono del piffero o dell’organetto, poi divenne modello alla Scuola d’Arte Statale e a poco a poco sentì risvegliarsi la vena artistica e divenne scultore: infatti il suo nome è quasi regolarmente seguito dal titolo di ‘scultore’. Perspicace e intraprendente rilevò una vecchia scuola verso il 1870 e la trasferì a Rue de la Grande Chaumière n.10 a Montparnasse -il centro della vita artistica assieme a Montmartre- dove è attiva ancora oggi pur se con nome e ragione sociale diversi. Divenne la scuola più frequentata e più conosciuta, per la qualità dell’insegnamento e per le innovazioni apportate: è presso l’Académie Colarossi che per la prima volta le donne potettero dipingere da modelli viventi maschili, fu qui che fu iniziata la pratica delle classi miste di maschi e femmine e fu di nuovo questa scuola che per la prima volta negli annali dell’insegnamento, assunse una donna come docente già dal 1910. All’epoca furono conquiste eccezionali e a proposito di tale ruolo pionieristico si rammenti che una delle primissime donne a conseguire la licenza liceale nella Parigi dell’epoca fu la figlia di una modella ciociara e che andò sposa al più grande astronomo di quel tempo, Camille Flammarion, fratello del celebre editore. Oltre a Modigliani, passarano presso l’Académie Colarossi Camille Claudel, Jean Lurçat, Pascin, Lipchitz, Steinlen, Feininger e infiniti altri.

L’Académie Vitti fu fondata da un intraprendente casalvierano, anche lui modello e poi divenuto pittore, Cesare Vitti che portò a grande successo la sua scuola impiantata al 49 di Bd. Montparnasse grazie alla partecipazione attiva di Maria Caira da Gallinaro divenuta sua moglie e che diresse la scuola con accortezza e abilità. Maria era stata, e continuò anche a esserlo, apprezzata modella e sappiamo che posò per la ‘Diana’ dello scultore americano MacMonnies che eterna il suo corpo elegante e flessuoso. Picasso aveva alta stima di questa scuola e non mancava di raccomandarla a amici e conoscenti. Maria era emigrata a Parigi con due sorelle, Giacinta e Anna, entrambe modelle: Anna, bellissima e intelligente, anche lei modella alla Académie Vitti, divenne la compagna di un cultore d’arte di alto lignaggio e vissero in Italia lungamente: a Roma, poi a Venezia e che troviamo insediati per diversi anni anche in una villa sulle colline attorno a Firenze che fecero diventare un cenacolo di pittori e di scrittori: Papini, Soffici, Ghiglia, vi erano di casa e fu qui che furono conosciute la prima volta in Italia le opere di Gauguin in possesso del cultore di cui sopra, marito di Anna. Rimase aperta fino all’incirca il 1914 poiché a causa della guerra scoppiata il fondatore e le due sorelle, Maria e Giacinta, preferirono abbandonare Parigi e ritirarsi in Italia e si stanziarono in un’abitazione in Via Sode ad Atina che è tutt’ora in piedi, la cui memoria   è portata avanti e curata da un giovane erede.

Carmela Caira invece, cugina delle tre sorelle Caira di cui sopra, nata nella medesima frazione di Gallinaro, ebbe una vicenda esistenziale molto più movimentata e variegata.

Dopo la chiusura della Académie Carmen e aver svolto qualche altra attività, ritornò alla sua professione iniziale e continuò a fare la modella. Nel libro “MODELLE E MODELLI CIOCIARI nell’arte europea a Roma, Parigi, Londra nel 1800-1900” sono disponibili molte informazioni su questa vicenda.

Dette accademie, presenti normalmente in tutti i testi che si occupano degli artisti del periodo, ricordate regolarmente nelle corrispondenze e memorie di gran parte delle allieve ed allievi, immortalate e protagoniste nelle pagine della storia dell’arte, ci si aspetterebbe che i loro comuni di origine -non parliamo delle altre istituzioni- distogliendo un po’ gli occhi dal cemento armato e dalle provolette, prendessero coscienza di questi gloriosi personaggi e tributassero loro la doverosa riconoscenza nonché valorizzazione.

Michele Santulli

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